A scuola con il metodo ‘Sir’, un’opportunità per bambini svantaggiati
La scuola è casa: l’accento è sulla bellezza; Lo studente è al centro: si punta sulla democrazia; L’insegnante è mentore: l’atmosfera è quella di famiglia; Pensiero globale: mira a donare libertà e a formare l’identità. Sono i quattro pilastri della ‘Scuola dei sogni’, che grazie al metodo educativo sviluppato dalla onlus ‘Still I rise’ (Sir) ha accolto tanti bambini disagiati in Paesi teatro di conflitti e in condizioni economiche precarie.
A descriverla, ripercorrendone la storia, è un editoriale pubblicato sull’ultimo numero del ‘Bullone’, il mensile dell’omonima fondazione nata per valorizzare il talento dei B-Liver, i ragazzi che hanno vissuto o vivono il percorso della malattia.
L’occasione è l’ottavo compleanno di Sir, festeggiato in un locale di Milano, dove il presidente Nicolò Govoni ha comunicato di aver rifiutato i milioni offerti da uno sponsor alla sua associazione perchè non in linea con i loro criteri. Sir, sin dalla sua nascita, ha vissuto fasi difficili: ‘Mazi’, la prima scuola di emergenza a Samos, in Grecia, nata nel 2018 per offrire protezione e istruzione ai minori profughi, venne chiusa nel 2022 grazie anche alla denuncia di Govoni per abuso di minori e crimini contro l’umanità. Sempre nel 2022, in Turchia, si verifica un fallimento: la scuola appena inaugurata, rimane aperta solo 5 giorni dopo 8 mesi di stress e delusioni. È un Paese centralizzato, non democratico, dove Nicolò e i suoi collaboratori hanno incontrato insormontabili ostacoli burocratici e legali, ma non demordono.
Credono nel sogno e trasferiscono le risorse in Siria e in Kenya, a Nairobi, dove aprono una scuola – che rappresenta un luogo sicuro, un pasto, una casa per bambini che vivono in un contesto complesso – candidata a offrire il percorso IB (International Baccalaureat), riconosciuto per l’eccellenza accademica, che sviluppa il pensiero critico e una mentalità internazionale. E aprono scuole di emergenza e scuole internazionali anche nella Repubblica Democratica del Congo, in Yemen e in Colombia, sviluppando e trasferendo il metodo educativo ‘Still I rise’.
Nel 2024 Sir viene premiata come scuola di eccellenza nel mondo, qualificata (IB World School) per il Baccalaureato gratuito in Kenya, in una baraccopoli, dove sia gli insegnanti che gli studenti vengono formati da zero. Nel 2025 si evolve il metodo Sir per la leadership etica, in cui viene sottolineato ciò che unisce e crea valore, piuttosto che ciò che danneggia le persone o le scredita. Lo scopo è formare leader rispettosi che difendono i deboli e diffondono il potere anziché accentrarlo, al fine di forgiare una scuola di felicità per un futuro più equo. Il metodo Sir si basa anche sulla consapevolezza dell’importanza di Autostima, Autodisciplina, Empatia e Sicurezza di sè, doti da accrescere anche in Italia, si sottolinea nell’editoriale, dove i ragazzi non sono abituati a esprimere un pensiero critico e ad essere coinvolti nel dibattito. E considera quattro abitudini positive: Facilitare l’apprendimento interattivo, non tramite la lezione frontale; Apprendere dai concetti, anziché esclusivamente dai libri. I compiti vengono eseguiti a scuola, non a casa; Il fallimento viene ammesso e guidato, non punito. Le valutazioni sono basate su esperienze reali, non sui test. Il sogno di Sir è creare una scuola in Italia, ma non sono ancora pronti. È molto costoso e c’è tanta burocrazia da affrontare.
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Articoli pubblicati sul giornale “Il Bullone”
Fondazione Bullone è un Ente del Terzo Settore fondato dall’imprenditore sociale milanese Bill Niada nel 2012. E’ una fondazione no profit che coinvolge ragazzi e ragazze tra i 15 e i 30 anni, che hanno vissuto o vivono l’esperienza di malattie gravi o croniche o patologie rare, per costruire insieme percorsi di reinserimento nella vita sociale e professionale. I ragazzi vengono accompagnati alla riscoperta di un’ identità, oltre la malattia. Si chiamano B. Liver, dal nome del progetto B. LIVE : essere, vivere, credere. E’ una comunità che va oltre le proprie difficoltà, guardando avanti. Per loro, gli operatori e i volontari, anch’essi in gran parte giovani, organizzano attività culturali, formative, di svago, professionalizzanti e di valorizzazione dei talenti di ciascuno. Ciò che guida le iniziative è l’idea di arrivare a costruire un mondo in cui malattia e fragilità possano essere raccontate, affrontate e condivise, scardinandole da pregiudizi e tabù.
L’esperienza ha generato “Il Bullone”: un giornale, un sito, un podcast e un canale social. Il giornale “Il Bullone” è una testata registrata e diretta da Giancarlo Perego, nata nel dicembre 2015, in collaborazione con alcuni giornalisti del “Corriere della Sera”. Il mensile è realizzato e diretto dai ragazzi B.Liver insieme a volontari, illustratori, giornalisti professionisti e associazioni. Scrivono articoli, realizzano reportage e inchieste, intervistando grandi nomi del panorama internazionale, come Marina Abramovic, Isabelle Allende, Patch Adams, Giorgio Armani, Anthony Fauci, Jacques Attali, Federico Faggin e molti altri. In più di 8 anni hanno scritto circa 500 B. Liver, sono state intervistare più di 600 persone e 4500 sono le copie stampate gratuitamente (grazie a Monza Stampa, tipografia del Corriere della Sera). Il mensile viene distribuito a Scuole, Ospedali e realtà del Terzo Settore. 84 giornalisti hanno ricevuto il tesserino di giornalista pubblicista “ad honorem” dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia.
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