Poesie
Sguardi allo specchio
“Perché allo specchio? Lo specchio che rimanda la nostra immagine: perfetta e contraria, come un viaggio in un universo parallelo dove dimora un altro sé. O un altro da sé. Io, che sentii l’orrore degli specchi/ non solo in faccia al vetro impenetrabile… scriveva l’immenso Jorge Luis Borges, che per gli specchi nutriva un’immensa fascinazione, indovinando l’enigma che celavano, il medium che forse si fa destinazione (destino) in qualsiasi altrove ci tocchi, ci spetti, ci costruiamo. Lo specchio, che ci mostra, implacabile e definitivo, il nostro invecchiamento giorno dopo giorno, anche se nel quotidiano esercizio di porvisi davanti non avverti lo srotolarsi del Signor Tempo. Lo specchio, che non si trova nelle celle delle carceri – sostituito nel caso da altri materiali in superfici riflettenti – impedendo la vista del proprio volto, una sorta di pena supplementare (ma prevalgono le ragioni della sicurezza). Ma anche l’occhio umano è uno specchio – vedi un celebre quadro di René Magritte, vedi la splendida fisiologia del nostro apparato visivo – e gli occhi sono lo specchio dell’anima e l’occhio dei poeti sa catturare immagini, idee, sentimenti, figurazioni, concetti, tutta (o quasi) la realtà fisica nella sua complessità e quella simbolica, ricomponendo e restituendo tutto ciò con la forza del logos.” (dalla prefazione di Alberto Figliolia)
Editore : La Vita Felice, data di pubblicazione : 6 marzo 2026
Poesia nell’invisibile
“La consistenza del vuoto: la parte iniziale del libro, si apre con versi indicanti un procedere, “tra ombre avare e noncuranti”… Ma questa situazione di crisi e solitudine si ribalta nei successivi tre versi: «Solo/ mi resuscita/ uno sguardo». L’uomo è in una condizione canonica della poesia del Novecento, città d’ombre, terra desolata, indifferenza, ma d’improvviso un sguardo arriva, illumina, “resuscita”. è un vuoto che consiste, quello di Emanuela Niada, popolato d’ombre, certo, ma non solo: palpita la vita, nascosta, basta uno sguardo a riaprire lo scenario del mondo. Lo specchio di ossidiana, il libro sfilato dai ripiani in noce, oggetti e gesti da interno, fissati con cinematografica precisione nel silenzio. E presto lo sguardo del poeta si alza da quegli oggetti, da quei particolari e guarda lo spazio, in alto e verso l’orizzonte, e ovunque: «Nella stanza lo spazio/ oltre muri mobili oggetti/ è vuoto». Il vuoto di Emanuela Niada non è il nulla, l’assenza assoluta, ma un vuoto quasi mistico, frutto di azzeramento di voce, di silenzio cercato per trovare oltre il tempo presente: in quel vuoto non si perde e non si abbandona, ma vi si muove liberamente “per rovistare nei ricordi, rattopparne i bordi lisi, e poi uscire e camminare tra gli interstizi della città «che si ampliano in cielo».” (Dalla prefazione di Roberto Mussapi)
Editore : La Vita Felice, data di pubblicazione : 26 maggio 2021
Specchi Concavi
Viaggio del lettore attraverso la fotografia di Niada prosegue nella quarta sezione: Pittogrammi. La pittografia è una forma di scrittura il cui segno grafico rappresenta il fenomeno visto e non quello udito, come invece avviene nelle scritture sillabiche, consonantiche ed alfabetiche. In pratica si tenta di riprodurre l’oggetto e non il suono con il quale è stato “chiamato”.
Se si disegna un “piede” per indicare il termine “piede”, il segno viene definito pittogramma. Se invece si disegna un “piede” per indicare il termine “camminare”, allora il segno viene definito ideogramma, dal momento che il significato è un concetto indicato dal codice e non dal disegno. La distinzione tra gli ideogrammi cinesi e i geroglifici dell’antico Egitto è la medesima.
Perciò l’autrice ha scelto come titolo un termine tecnico e specifico, per far sì che arrivi al lettore prima la pennellata di colore di ciò che ella ha attraversato e provato sotto la sua pelle durante viaggi concreti, fisici, i quali hanno lasciato un segno indelebile dentro di lei, ma inafferrabile se non tramite empatia. (Matteo Bianchi)
Editore : Il Foglio Letterario Edizioni
Data di pubblicazione : 9 ottobre 2012
Specchi Liquidi
“Da sempre penso che l’immagine, un’immagine, rappresenti l’origine prima della poesia. Che sia un’impressione visiva, un’istantanea della memoria, o forse un inaspettato colore. Mi sono sempre figurata che in essa riposi il nucleo profondo da cui scaturiscono i versi, intrecciati alle emozioni, di chi li sa scrivere.
Ecco quindi che Specchi liquidi di Emanuela Niada si presenta come la genesi, e contemporaneamente il seguito, di Specchi concavi e ci racconta l’autrice: la sua storia artistica e la sua ispirazione. Gli artisti, soprattutto i poeti, non sono più di tanto spiegabili, parlano attraverso le tracce che lasciano, fermate nel tempo da una penna, da un pennello, da un obiettivo. Restano a parlarci e a nutrirci da un foglio di carta, da un blocco di marmo, da una tela o da uno spartito: e riescono a dire per noi quello che in noi non trova le parole.
Queste immagini di scrosci e di riflessi, di luci e di ombre, di assenze e di presenze, con le brevi note di commento dell’autrice, non sono semplici fotografie siglate da una didascalia. Sono la complessa storia di una ricerca esistenziale profondamente autentica che cerca l’invisibile nel visibile, che capovolge i significati, che ribalta le apparenze, per trovare risposte diverse e luminose che si discostano dalle retoriche convenzionali e, soprattutto, dall’ovvio. Come tutte le forme d’arte, suggeriscono intuizioni, facilitano apprendimenti e suscitano una riflessione che lascia un segno.” (Lorenza Caravelli)
Editore : Book Time
Data di pubblicazione : 24 maggio 2016
160 pagine
Collaborazioni
Respect
Marco Nereo Rotelli e 150 poetesse contro la violenza sulle donne
Il presente volume combina l’arte visiva di Marco Nereo Rotelli con quella letteraria di tante autrici internazionali riunite in una raccolta di poesie curata da Sabrina De Canio. Poesie contro la violenza, contro la guerra, poesie sussurrate o gridate per pretendere rispetto, per affermare diritti ignorati, per protestare contro le discriminazioni e contro il patriarcato. Il progetto espositivo Respect di Rotelli, che raccoglie un lavoro video, un’installazione luminosa e un’azione performativa, è un invito a tutte le donne a superare la subordinazione del silenzio imposto da una società patriarcale e sessista. Un invito a parlare e a far emergere la propria voce contro la violenza, in prima istanza quella verbale. Questo progetto ha anche l’obiettivo di sostenere il restauro della Cascina Ri-Nascita, fortemente voluto da due centri antiviolenza, SVS Donna Aiuta Donna (SVS DAD) e Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano (CADMI), che rappresenta un passo verso la realizzazione di un futuro di autonomia economica e abitativa per le donne in uscita da una situazione di violenza domestica
Lunario di desideri
«Nelle pagine del “libro infinito” della vita, la parola “amore” si declina in infiniti modi: abbracci, baci, assedio, assalti, desideri, fedeltà, tutto troppo spesso al passato, se non con al presente la minaccia del disamore, quando non drammaticamente addirittura dell’odio. Ma cosa vuol dire esattamente la parola “amore”? È all’interno di questo quadro che si collocano le risposte dei poeti interrogati in questo catalogo (troppo vasto, troppo ristretto?): risposte che compongono un romanzo e un’avventura proteiforme e interminabile (in senso freudiano), dal cui attraversamento, come da un mosaico, si può tentare di ricavare una teoria, una sacra processione di immagini.» (Dalla prefazione di Vincenzo Guarracino)
Una furtiva lacrima. Poeti al tempo del dolore
“Una furtiva lacrima / Negli occhi suoi spuntò… / quelle festose giovani / invidiar sembrò… / Che più cercando io vo? // M’ama, lo vedo / Un solo istante i palpiti / Del suo bel cor sentir!../ Co’ suoi sospir / confondere ai miei i suoi sospir!… / Cielo, si può morir; / Di più non chiedo.” Partiamo da qui, da questa celebre aria dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, sui versi di Felice Romani, per interrogarci sulla meccanica segreta delle lacrime e su certe dinamiche dei sentimenti: dai moti dell’animo di Nemorino incapace di dichiararsi all’amata o sulle “lacrime” di Adina che lascia intendere finalmente attraverso di esse i suoi sentimenti per lui. Solo un gioco o qualcosa di molto più importante, tutto questo, che va oltre ogni divieto e censura, in cui indugi e pianti obbediscono a un ordine interno, al proprio corpo, quali che siano le emozioni a determinarli?” (Vincenzo Guarracino)
Voci dal confinamento
“Voci dal confinamento” è un’antologia nella quale sette poeti contemporanei si interrogano e, insieme ma distanti, interpellano il nostro tempo. «Noi siamo e scandiamo il tempo con le nostre forme, le nostre azioni. Come in un film distopico […] siamo imprigionati a tratti nelle nostre case sommersi dai segnali di computer che ci collegano al lavoro, alla vita, agli altri; intanto fuori passano le ambulanze e si sa che chi prende il virus può anche morire da solo.» I poeti fanno sentire le loro voci, chi col sole dentro e chi ricorrendo all’idea di prigione o a un’esperienza di solitudine come l’hikikomori. Poesie di Serena Rossi, Emanuela Niada, Elisabetta Oneto, Maria Pia Quintavalla, Alina Rizzi, Giovanni Ronzoni, Paola Zan. Introduzione di Francesco D’Episcopo.
Manifesto per una nuova etica ecologista
(“oli! genti fortunate che respirale in un clima mite quest’aria mossa e purificata sempre da venti veloci e da ruscelli limpidi. La natura è stata molto generosa nel dispensare un bel cielo e un’aria pura anche alla città superba; ma chi (tra i cittadini) si preoccupa ora dei doni di una natura cosi generosa tra il lusso e l’avidità di guadagno e la colpevole inettitudine di fronte a siffatto degrado ambientale?,
Giuseppe Parini
Oggi, come e più di ieri, l’amarezza per il “male” che viviamo sotto forma di confinamento e senso di precarietà induce tutti a ripensare al nostro modo di collocarci, a partire dai poeti, responsabilmente sulla scena del nostro oggi di incertezze. È così che, non meno di come faceva il Parini, fanno il manipolo di poeti arditamente raccolto sotto questa insegna PER UNA NUOVA ETICA ECOLOGISTA, personalità diverse per formazione e indirizzi ma coerenti nella volontà dí sentirsi e proporsi come avanguardia di un più vasto Movimento: tra rimpianti e nostalgie di un compromesso, se non definitivamente perduto, “etere vivace”, non solo a livello regionale e locale, a livello addirittura planetario, e deplorazioni più o meno esplicita, con fermezza a stento trattenuta (come appare, oltre che dai versi, anche dalle precisazioni che molti, quasi tutti, hanno voluto apporre in fondo alla succinta scelta antologica sul tema), delle cause strutturali e morali che hanno portato a questa situazione, tra espandersi inarrestabile di pandemie e deflagrazioni incontrollabili di guerre.
Vincenzo Guarracino.
Quaderno di scuola ’19: poesie sottobanco scritte alla Casa della Poesia di Milano (quaderni di scuola Vol. 1)
Queste pagine di “quaderno”, queste “poesie sottobanco”, scritte sui banchi della nostra Casa della poesia, qui trascritte senza filtri né interventi (solo qualche variante d’autore, a valle di un confronto sui testi), nel rispetto della varietà e della provvisorietà di qualsiasi soluzione poetica, attestano l’interesse del gruppo, anche quest’anno, per l’espressione in versi e la ricerca di una propria voce che possa rappresentare appieno il ritmo e la materia che risuona nell’intimo.
Convivono forme chiuse di stampo tradizionale, versi più liberi e altri sciolti in prose poetiche; espressioni nominali, con accumuli di immagini, di fianco a sintassi regolari; ricerche linguistiche insieme a soluzioni più caute che guardano al passato: il tutto senza pretensiosità né pretese (che non significa senza qualità o ambizione), nello spirito con cui è nato questo quaderno, che è quello di condividere un passaggio, un momento intermedio tra un prima e un poi, un’istantanea, importante nei suoi limiti proprio perché favorisce il confronto con i versi propri e degli altri.
L’ascolto e la lettura, due valori utili anche nel mondo di fuori, permettono così di chiudere il cerchio di una cerchia motivata e numerosa, in cui alcuni si sono esposti e altri hanno preferito rimanere in ascolto, fiduciosi nel dialogo lasciato aperto, che permetterà a tutti, quando vorranno, di dire, o di scrivere la loro.
Tortapoesie
Questo libro “Tortepoesia” nasce dalla collaborazione di molte persone, che ne hanno condiviso la finalità benefica. Ognuno ci ha messo qualcosa di suo, con il piacere e la semplicità del dono, in un’unica “ricetta” che ha mescolato ingredienti diversi:
Ricette: Federica Camperi ha un’attività di catering e cucina a domicilio e uno spazio tutto suo: “La Cartiera di Como”, dove organizza e ospita eventi che hanno come filo conduttore l’atto del cucinare. È felice di avere fatto di questa passione il mestiere della sua vita. “www.incominciaperc.com” .
Monica Molteni si occupa di editoria e comunicazione. Attiva nel volontariato, ama cucinare e si impegna a ridurre lo spreco alimentare anche con il suo blog “messaggidalfrigo.it”.
Paola Pioppi, giornalista, è appassionata di libri e di cucina. Organizza Festival di narrativa e cultura alimentare. Il suo profilo Instagram è in mywhitekitchen.
Illustrazioni di Sara Caspani, laureata in lettere moderne. Ama tutto ciò che ha a che fare con matite, carte, colori. Si dedica all’illustrazione infantile e vorrebbe diventare insegnante.
Per la parte poetica Vincenzo Guarracino è poeta, critico letterario e d’arte, traduttore. Ha pubblicato raccolte di poesie (Gli gnomi del verso, 1979, Grilli e spilli, 1998, Nel nome del padre, 2008); saggi critici (Guida alla lettura di Verga, 1986, Guida alla lettura di Leopardi, 1987 e 1998) e traduzioni (Lirici greci, 1991, Poeti latini, 1993, Carmi di Catullo, 1986 e 2005, Tu vates eris, versi latini di A. Rimbaud, 1988, Poema sulla Natura di Parmenide).
Illustrazioni di Sara Caspani
Editore : New Press
Data di pubblicazione : 31 luglio 2018
Lingua : Italiano
120 pagine
Notte
Racconti e fiabe
Un pò di male
Racconti “Un pò di male”, Ed. Nuove Scritture.
Nel racconto di Emanuela Niada, “Disintegrarsi”, la demenza senile scippa l’identità all’anziana madre che non si riconosce più in quell’insulso pupazzo tramortito, che ha cancellato la sua bellezza di un tempo e la mente lucida, brillante. La figlia si sforza di iniettare attimi di gioia nei lunghi giorni inesorabili, confusi, spietati.
Resta l’ impietoso ritratto di quando era giovane a ricordarle chi è stata.
Ti parlerò di me
“Ti parlerò di me…” a cura di Max Luciani (Autore)
Edizioni Nuove Scritture, 2008
E’ una raccolta di testi in cui diversi autori riflettono sulle proprie vite, tra esperienze personali e riflessioni profonde. I temi centrali includono la memoria, il tempo, il viaggio, la perdita e il rapporto con l’ambiente circostante.
Lo stile è lirico e introspettivo, con una prosa evocativa e ricca di metafore, che cattura l’attenzione del lettore e crea un forte legame emotivo.
L’opera è stata accolta positivamente per la sua onestà e profondità, ed è apprezzata per la sua capacità di offrire spunti di riflessione sulla condizione umana e sulla ricerca del proprio posto nel mondo.
Il racconto di Emanuela Niada, intitolato “Scatola” parla di ecologia, di pubblicità mendace, di viaggi, di amori, storie di vite che s’intrecciano e si sfilacciano e si riallacciano, proprio come avviene nella realtà.
Ma il sole quanti raggi ha?
Gli adulti rispondono alle domande impossibili dei bambini
Quanti raggi ha il sole? Infiniti, proprio come la curiosità dei bambini! Un libro nuovo, sorprendente e importante, almeno quanto rispondere ai bambini che osservano con meraviglia il mondo che li circonda.
Gli autori, con le loro storie, non rispondono alle solite domande pratiche ma alle domande “impossibili”, quelle generate dalla fantasia dei bambini: “Come si diventa supereroi?” “Cosa c’è sopra il cielo?” “Lo squalo chitarra suona davvero?” “Ma Babbo Natale spiega anche le regole dei giochi?”. Età di lettura: da 6 anni.
Autori: 14 racconti per crescere di: Simona Arrigoni, Giannino della Frattina, Maura Levi-Davide Romano, Leonardo Manera, Valentina Marchei, Daniele Marzano, Filippo Massara, Christian Meyer, Paolo Nespoli, Emanuela Niada, Giancarlo Perego, Giuseppe Sala, Francesco Toldo, Gian Vincenzo Zuccotti.
Dedica ai bambini lettori della Senatrice Liliana Segre.
Editore : Crealibri
Data di pubblicazione : 11 novembre 2022
Edizione : Illustrated
Lingua : Italiano
Pagine : 132
Età di lettura : Da 6 anni in su
Sogni, storie, visioni, intuizioni
“Prodigi” è il titolo del sogno di Emanuela Niada, in cui il mondo reale si mescola a quello virtuale in un sogno sorprendente, dal finale imprevedibile e spiazzante.
“Sogno a occhi aperti. Sì, a occhi aperti. Quel sogno della scrittrice e dello scrittore che, su un foglio bianco, simulano gli esiti – sfumati di realtà – di un viaggio notturno inseguito dall’inconscio, mentre il soggetto (forse un sé, forse altro) è perso tra le ali di Morfeo. A occhi spalancati si cercano parole autentiche non filtrate, non condizionate, si costruisce, si inanella, si rifinisce, si migliora, finché il contenuto non assuma la forma desiderata. Il testo finale: un sigillo di significato. I sogni a occhi aperti sono visioni mentali, intuizioni creative. Sono costruiti e assemblati traendo brandelli d’incoscienza da ricordi vicini o lontani, rivestiti in forma di novella. L’umano difficilmente (forse mai) crea dal nulla: attinge, rielabora, trasforma, anche in modo splendente e mai udito. Frammenti si intrecciano con l’umore di una lettura antica, con il sapore pungente di un verso appena assorbito. L’inconscio fa la sua parte, certo: pone chi scrive davanti alla sorpresa, allo stupore di una visione che prende forma dall’invenzione che fluttua in una dimensione caleidoscopica. È descrivendo l’informale, la non-storia, l’imprevedibile miscuglio di realtà e gioco che la fantasia corre davvero, galoppa e piroetta in modi tutt’altro che usuali. Provate a chiedere a tre persone di descrivere una scultura astratta, informale: ne scaturiranno tre visioni diverse, ognuna segnata da una fantasia libera e luminosa. Sono costruzioni che si intrecciano in una danza di parole, avvinghiate fra loro fino a generare un magico filo rosso, che forse finirà per rivelare – chissà – l’intento segreto dello scultore. Un filo fatto di sinfonie, di minuscole percezioni inanellate. Magia della pareidolia.” (Dalla Prefazione di Carla Villagrossi). Autori: Donatella Bisutti, Lucia Borri, Emanuela Bussolati, Maddalena Capalbi, Lucia Castelli, Bruno Ceruti, Marco Cocchi, Paolo Colombari, Milena Contini, Marina Corona, Paolo Cozzi, Maurizio Cucchi, Lorella De Bon, Erminia Dell’Oro, Anna Maria Di Brina, Patrizia Ercole, Ginevra Anais Falcone Poli ed Erica Francesca Poli, Marcello Falletti di Villafalletto, Alberto Figliolia, Cristina Freghieri, Marco Garzonio, Gioia Gentile, Elena Gerasi, Francesco Giudiceandrea, Giacomo Antonio Graziani, Stefano Iori, Marina Lazzati, Isabella Legnazzi, Anna Chiara Lugarini, Vittorio Mantovani, Marco Manzoni, Silvio Mengotto, Paola Monestier, Ugo Monestier, Clirim Muça, Emanuela Niada, Lucia Papaleo, Manuela Parini, Caroline Patey, Rosa Pierno, Tullia Piredda, Roberto Piumini, Fabio Pizzul, Erica Francesca Poli ed Elisa Infante, Giuseppe Oreste Pozzi, Mauro Raimondi, Riccardo Robuschi, Giovanna Rossiello, Luca Sanson, Giancarlo Stoccoro, Carla Villagrossi, Mathias Vitiello, Elena Wullschleger Daldini, Paolo Zanzi.
